Ho guardato il video di Nina Moric al Grande Fratello. Non mi ha colpito il suo corpo. La chirurgia non è una novità per lei, resta secondo me una donna molto bella.

La vera stonatura era un’altra.

Solite cose. Il compagno nella casa la tradisce, lei lo lascia attraverso i social, quindi regolamento dei conti con lei che viene chiamata a dirgliene quattro.

Nina Moric entra nella casa e, dopo aver ripetuto un paio di frasi più o meno sconnesse su “dignità”, “ingiuria” e “falsità”, guarda verso l’alto e dice: “Mio dio, ma perché sono qua?”

Davanti il compagno che non può parlare ma ci prova violando il regolamento. E lei: “…sei freezato (sic!) quindi ascoltami”. Ma Nina non ha niente da dire in realtà. In quel programma il niente da dire sarebbe la base per costruire la fuffa; quella fuffa è l’essenza. Invece Nina in quel momento non riesce a mettere in scena la finzione del niente.

All’improvviso diventa un errore del sistema.

Per fortuna, come da un suggerimento autoriale che devono averle dato prima e che stava per dimenticare, si riprende e tira fuori la storia degli aborti che ha avuto. Li ricorda al compagno “freezato” che la guarda instupidito. Butta là pure presunte colpe dei medici e questioni giudiziarie. Mette insieme due frasi su questa questione… Ti viene da dirle: “Nina, ma cosa stai dicendo? Ma hai capito dove ti trovi? Ti pare il caso di parlare di certe cose qui?”.

Per fortuna quasi nessuno la ascolta perché i suoi capelli cotonati, le sue magrezze, la sua plastica distraggono dal peso di quello smarrimento. Uno smarrimento in cui la vera rivelazione c’era stata con quegli occhi al cielo, invocando dio perché le dicesse il motivo per cui si trovava lì.

L’uomo che squarcia il velo. Il robot che si ribella a Westworld.

In quel momento, un frammento piccolissimo, io ho sperato che Nina si liberasse, se ne andasse, neanche una scusa a Barbara. Che le scuse, semmai, le devono gli altri a lei.

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