Tempo fa ho avuto l’occasione di accompagnare il prof. Dario Biocca in carcere a Spoleto e assisterlo per un esame ai detenuti della sezione di massima sicurezza. Tra loro c’era l’ex camorrista Della Volpe. In una lettera al sito Urla del silenzio aveva scritto: “Sono cresciuto in terre violente, anche i miei sentimenti sono stati violenti… mi sento ricoperto dalle mie terre, dovrò scrollarmele di dosso.”

Della Volpe ha un regime senza permessi e non può fare telefonate. Alcuni nella sua situazione implorano per avere materiali, libri, dispense da leggere.
Lui non ha mai visto un cellulare, figuriamoci internet. Per questo la parte del programma di Storia del giornalismo che più faticava a capire era quella sull’informazione multimediale. Ma lui, che voleva chiedere la tesi al professore, aveva studiato alla perfezione anche quella. Così, durante l’esame, sfoggiò un entusiasmo che sfiorava lo zelo e non sbagliò neanche una data.

Della Volpe quella volta prese un trenta e lode. A giugno di quest’anno si è laureato con una tesi su Gramsci e le sue lettere dal carcere. Da quel giorno sono convinta che dietro a qualsiasi sbarra debba esserci almeno una possibilità di “scrollarsi di dosso” chi si è stati.

Leggi l’articolo del Corriere sulla laurea di Della Volpe.
Leggi lo speciale de Il Bureau sulle carceri.

2 Comments Ricordo di un esame nel carcere di massima sicurezza

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